Festival del teatro amatoriale Carcare: miglior compagnia i Servi di Scena

E’ calato il sipario sul primo Festival del teatro amatoriale al Santa Rosa di Carcare, una rassegna che ha visto l’avvicendarsi, in tre serate, di dodici compagnie sul palco di via Castellani. L’Eco della Valbormida ha partecipato attivamente: oltre che dalla sottoscritta, infatti, la giuria era composta dal presidente, l’attore Elio Berti, l’ex dirigente scolastico Maria Teresa Gostoni e la collega Rosa Fenoglio.

Per l’elezione della migliore compagnia era chiamato a votare anche il pubblico, e a far man bassa di preferenze, sommate a quelle della giuria, è stata quella monregalese di “Servi in scena”, con Michele Rados e Aldo Viora, che ha rappresentato in modo impeccabile “Il Canto del cigno” di Checov. Il tema della sacralità dell’arte, con una semplice ma efficace coreografia che richiamava il fascino dell’epoca del drammaturgo russo, unite alla maestria degli attori non ha lasciato dubbi ai votanti, che seppur nel poco tempo a disposizione della compagnia, hanno potuto apprezzare la rappresentazione.
Il premio al miglior attore è andato a Massimo Torrelli della “Nuova Filodrammatica Carrucese”, per lo sketch “Visita a domicilio”, scritto da lui stesso: l’esilarante spontaneità, senza enfasi da finzione, ha convinto la giuria che si è divertita ad ascoltare la performance in dialetto piemontese e soprattutto ad osservare la mimica del protagonista, sempre a tema con il personaggio.
Tra i membri della “Torretta” di Savona è stata scelta, invece, la migliore attrice: Alessandra Crescini ha interpretato con simpatia e naturalezza una delle “Allegre Piccioncine”, tratto da “La Strana Coppia” di Neil Simon e riadattato da Lorenzo Morena.
Standing ovation per il cairese Luca D’Angelo, della Compagnia “Uno sguardo dal palcoscenico”, a cui è andato il premio della Critica: magistrale il suo monologo, per la regia di Aldo Meineri, dal titolo “Le Mani”, tratto da “I racconti del babbuino” di Marcello Barlocco. Un’interpretazione che ha incantato e inchiodato il pubblico alla poltrona per l’abilità scenica nel rappresentare sul palco una persona con evidenti disturbi mentali, senza errori e sbavature.
Tre le menzioni consegnate dalla giuria: due ai giovani, ovvero al duo di Carcare e Plodio “Cresciuti sul Palco”, Davide Diamanti e Omar Scarone, e a “I Miagoli” di Mioglia. Per entrambe le compagnie un invito caloroso a proseguire e perseguire la vena artistica, in quanto hanno dimostrato abilità e soprattutto passione da vendere.
Terzo riconoscimento, infine, all’Officina Luce di Aldo Meineri, che con coraggio e maestria ha portato sul palco carcarese un’impopolare rivisitazione del “Come and go” di Samuel Beckett. Impeccabile l’interpretazione delle tre attrici, Alba, Alessandra e la pluripremiata Fausta Odella, che hanno dato prova di ricercata tecnica scenica nei dialoghi, seppur di poche parole e di eloquenti silenzi come vuole il teatro dell’assurdo, nella postura e soprattutto nell’eleganza mascherata dagli abiti con cui Beckett aveva vestito le “sue” Ru, Vi e Flo (ossia soprabiti omologati e poco fantasiosi).
Un attestato di partecipazione è andato a tutte le compagnie partecipanti, nessuna delle quali ha deluso il pubblico: “III Millennio” di Cengio, “Due Maschere ’95” di Genova, “La Fenice” di Osiglia, “Ramaiolo in scena” di Imperia e “Fuse & Confuse” di Cairo.
Ed ora, come hanno sottolineato gli organizzatori, appuntamento al prossimo anno!
Enrica Bertone

 

Carcare

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